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I DANNI PROVOCATI DA UN VEICOLO IN SOSTA DEBBONO ESSERE RISARCITI DALL’ASSICURAZIONE.

In una interessante fattispecie esaminata dalle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n.8620/2015), una compagnia di assicurazioni aveva negato il risarcimento dei danni prodotti da un mezzo in sosta sostenendo l'inoperatività della copertura assicurativa al di fuori dei casi di effettiva circolazione stradale.

Secondo la Cassazione però occorre avere una concezione ampia del concetto di "circolazione stradale" di cui all'articolo 2054 del codice civile.

E sotto tale profilo anche le manovre di carico e scarico, oppure l'apertura di uno sportello devono considerarsi collegate all'avvio del mezzo nel flusso della circolazione. Insomma, secondo la Cassazione, nel concetto di circolazione stradale ben può rientrare anche la posizione di arresto.

Un veicolo fermo può difatti determinare problemi per svariate ragioni:

- per l'ingombro che il mezzo può determinare gli spazi della circolazione;

- per le manovre eseguite per avviare il mezzo o per arrestarlo;

- per le operazioni che il mezzo può compiere e per le quali può circolare nelle strade.

Anche in queste ipotesi deve quindi considerarsi operante la garanzia assicurativa. Vale la pena ricordare anche un precedente della terza sezione civile della Cassazione (Sentenza n.2092/2012) che aveva già enunciando il principio secondo cui la sosta di un veicolo a motore su un'area pubblica integra anch'essa una fattispecie di "circolazione del veicolo" con la conseguenza che l'assicurazione deve rispondere di eventuali danni provocati a terzi dal veicolo.